Se stai ricevendo chiamate insistenti che parlano di un «problema» con la tua fornitura di luce o gas, la risposta breve è questa: non confermare nulla, non cliccare nessun link, non dettare codici a voce. Verifica sempre richiamando tu il numero ufficiale del tuo fornitore, quello stampato sulla bolletta. Da qui parte tutto il resto.
Una premessa di equità, perché conta. Il teleselling è un'attività legittima e la maggior parte dei call center lavora in modo corretto, identificandosi e accettando un «no» al primo colpo. Qui descriviamo un raggiro specifico, con un copione riconoscibile, non l'intero settore. Sapere distinguere i due casi è già metà della difesa.
Riconoscere il copione
Il bello, si fa per dire, è che lo schema cambia pochissimo da una chiamata all'altra. Chi truffa non è un artista: applica un canovaccio collaudato e spera che tu sia di fretta.
Parte quasi sempre da un allarme: prezzi «non corretti» da sistemare, un presunto adeguamento obbligatorio, una scadenza che incombe. Poi arriva l'urgenza, l'ingrediente che serve a impedirti di ragionare con calma. In certi casi l'operatore si spinge fino a spacciarsi per il tuo fornitore reale, facendo comparire sul display un numero che sembra autentico. Quella tecnica ha un nome e un funzionamento preciso: l'abbiamo spiegata nella pagina su come funziona lo spoofing telefonico.
I segnali che dovrebbero accendere una spia:
- numeri di provenienza sempre diversi, spesso cellulari
- un operatore che si qualifica solo con un nome di battesimo e una sigla vaga
- un link via SMS o WhatsApp con i tuoi dati già precompilati
- la richiesta insistente di un «sì» da pronunciare mentre la chiamata è registrata
- la pretesa che tu detti a voce un codice o confermi un numero che hanno «quasi» completo
Se ti suona familiare, abbiamo raccolto altri esempi e varianti nell'articolo su come riconoscere una chiamata truffa.
Cosa fare nei primi minuti
I primi minuti decidono quasi tutto. Ecco la sequenza, in ordine.
- Non confermare niente e non pronunciare «sì» se senti che la chiamata è registrata.
- Non cliccare i link ricevuti via SMS o WhatsApp, nemmeno per «controllare».
- Non dettare a voce codici, PIN, IBAN o il tuo codice POD o PDR.
- Prendi nota del numero, dell'ora e del nome che l'operatore dichiara.
- Chiudi la chiamata senza scuse: non devi giustificarti con chi ti sta raggirando.
- Verifica richiamando tu il numero ufficiale del fornitore, recuperato dalla bolletta o dal sito vero, mai dal messaggio che hai ricevuto.
La regola che riassume tutto: l'iniziativa del contatto deve essere tua. Se sei tu a comporre il numero ufficiale, il rischio crolla.
Documenta le prove
Una segnalazione vale per quello che riesci a dimostrare. Prima ancora di pensare agli enti, metti da parte il materiale finché è fresco.
Salva gli screenshot degli SMS e dei messaggi WhatsApp, esporta il registro chiamate con numeri e orari, conserva l'eventuale pagina precompilata e qualsiasi PDF ti abbiano inviato. Se hai ricevuto un'email, non cancellarla e annota l'indirizzo del mittente. Questi elementi ti serviranno per la diffida al fornitore e per i reclami agli enti competenti. Una cartella sul telefono, anche solo con qualche foto, è già molto più di quanto la maggior parte delle vittime riesce a produrre dopo settimane.
Se il contratto è già partito
Capita, e non c'è nulla di cui vergognarsi: il copione è costruito apposta per cogliere di sorpresa anche persone attente. La buona notizia è che hai diritti precisi e tempo per usarli.
Il primo strumento è il diritto di ripensamento. Hai 14 giorni per recedere senza dover dare spiegazioni, termine che sale a 30 giorni nel caso delle vendite porta a porta non richieste. La comunicazione va inviata al fornitore tramite raccomandata o PEC, così da avere una prova della data (ARERA – Atlante per il consumatore).
Se l'attivazione è già avvenuta, il percorso è doppio. Da un lato presenti un reclamo per contratto non richiesto al nuovo fornitore. Dall'altro, qualora lo switch sia stato completato, puoi attivare la procedura di ripristino prevista da ARERA per tornare al fornitore precedente alle condizioni che avevi (Facile.it – Annullamento dei contratti energetici). I riferimenti normativi completi, con le tempistiche, sono nella guida ai tuoi diritti contro il telemarketing.
Come segnalare
Segnalare non serve solo al tuo caso: alimenta i dati con cui gli enti individuano i call center fuori controllo. A seconda del profilo della vicenda puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali quando il problema è il trattamento illecito del tuo numero, all'AGCM per le pratiche commerciali scorrette, ad ARERA per ciò che riguarda la fornitura.
In tutti i casi il materiale che hai messo da parte fa la differenza tra una segnalazione generica e una circostanziata. Se vuoi capire come questi raggiri funzionano a monte, dalla raccolta dei dati alla chiamata, abbiamo descritto il meccanismo nella pagina su come funziona la truffa.
Difese per il futuro
Una volta spento l'incendio, conviene installare qualche estintore.
Iscriviti al Registro Pubblico delle Opposizioni. È gratuito e si fa online con SPID, oppure telefonando all'800 265 265 da rete fissa e al 06 42986411 da cellulare, o via email. Diventa effettivo entro 15 giorni e, dettaglio importante, annulla i consensi al marketing che avevi rilasciato in precedenza, anche quelli dimenticati in fondo a vecchi moduli (Registro Pubblico delle Opposizioni).
In parallelo, attiva i filtri anti-spam del telefono. Gli smartphone recenti silenziano i numeri sconosciuti o segnalano le chiamate sospette, e diverse app dedicate bloccano i prefissi più usati dai call center molesti. Non azzerano il problema, ma abbassano parecchio il rumore di fondo e ti lasciano rispondere solo quando vale la pena.
La difesa migliore resta la più economica: un attimo di sospetto. Chi ti chiama per «risolverti» un problema che non sapevi di avere, e ha fretta che tu decida ora, merita esattamente la diffidenza che proverai d'istinto. Fidati di quell'istinto e richiama tu.
Domande frequenti
Se ho detto «sì» al telefono ho firmato un contratto?
Un «sì» registrato può bastare ad avviare una pratica, ma hai il diritto di ripensamento: 14 giorni, estesi a 30 per le vendite porta a porta non richieste. Disconosci subito il contratto al fornitore con raccomandata o PEC.
Come blocco le chiamate di telemarketing?
Iscriviti gratis al Registro Pubblico delle Opposizioni: annulla i consensi al marketing dati in precedenza e obbliga gli operatori a escludere il tuo numero entro 15 giorni.
Hanno il mio nome e il mio codice POD: come hanno fatto?
Spesso i dati vengono assemblati da fonti diverse. Avere il dato tecnico esatto rende l'operatore credibile, ma non significa che tu abbia dato il consenso a essere contattato.
Mi hanno già fatto lo switch a un fornitore che non ho scelto: posso tornare indietro?
Sì. Oltre al ripensamento, ARERA prevede una procedura di ripristino per riportarti al fornitore precedente quando il contratto non era stato richiesto.