Contratto non richiesto: reclamo e procedura di ripristino
Ti hanno attivato luce o gas con un altro fornitore senza il tuo consenso? Hai due strumenti: il reclamo scritto al venditore e la procedura di ripristino di ARERA, che ti riporta al fornitore di prima alle stesse condizioni. Ecco come si fa.
Ti sei ritrovato luce o gas con un fornitore che non hai mai scelto? Hai due strumenti che lavorano insieme. Il primo è il reclamo scritto al venditore che ti ha attivato il contratto, con cui contesti l'attivazione e chiedi di annullarla. Il secondo è la procedura di ripristino prevista da ARERA, che ti riporta al fornitore precedente alle stesse condizioni economiche di prima. Vediamo come si avviano e in che ordine, perché i tempi contano.
Prima mossa: il reclamo scritto al venditore
Il reclamo è il punto di partenza. Va fatto per iscritto, con raccomandata A/R o PEC, indirizzato al venditore che ha attivato il contratto non richiesto. Dentro spieghi che non hai mai prestato un consenso valido, chiedi l'annullamento dell'attivazione e conservi copia e ricevuta di invio. La forma scritta non è un dettaglio burocratico: fissa una data certa, e da quella data partono i termini che ti tutelano.
Tieni separato questo passaggio dal diritto di ripensamento, che è un'altra cosa e ha tempi suoi. Il ripensamento serve a sciogliere un contratto che hai concluso, anche se carpito; il reclamo per contratto non richiesto serve a contestare un'attivazione a cui non hai mai detto sì.
Seconda mossa: la procedura di ripristino di ARERA
ARERA ha costruito una tutela specifica per chi si trova cambiato di fornitore senza averlo chiesto. È la cosiddetta procedura ripristinatoria, introdotta con la delibera 228/2017/R/com. In sostanza, dopo il reclamo, il cliente domestico può chiedere di tornare al venditore precedente alle stesse condizioni economiche che aveva prima dello switch, come se il passaggio non fosse mai avvenuto. Per i clienti domestici l'adesione è volontaria ed esplicita: sei tu a decidere di attivarla.
Funziona come una conciliazione anticipata, con un rientro rapido dal vecchio fornitore al posto di una battaglia lunga. È la ragione per cui conviene muoversi subito e con ordine.
I tempi da rispettare
Qui la precisione è tutto. Dopo che il venditore ti ha mandato la risposta motivata al reclamo, hai 20 giorni di tempo per comunicargli la volontà di aderire alla procedura di ripristino. Venti giorni passano in fretta, quindi segna la data in cui ricevi la risposta e non lasciarla scadere. È esattamente il motivo per cui il reclamo va fatto per iscritto: senza una data certa, dimostrare di essere nei termini diventa complicato.
Se il venditore respinge o tace
Due scenari, due uscite. Se il venditore respinge il reclamo, è tenuto a comunicarti che, in caso di adesione alle misure di ripristino, il reclamo può essere trasmesso allo Sportello per il consumatore energia e ambiente, che fa le verifiche documentali del caso. Se invece il venditore non risponde affatto, puoi rivolgerti direttamente tu allo Sportello per il consumatore, che ti dà le indicazioni per tutelarti. Lo Sportello è gestito per conto di ARERA ed è il riferimento pubblico per queste controversie.
Una premessa di equità: cambiare fornitore di luce e gas è un'operazione del tutto legittima, e milioni di switch ogni anno avvengono in modo corretto e su richiesta del cliente. Qui parliamo del caso specifico in cui l'attivazione avviene senza un consenso valido, non dell'attività di vendita in sé né di chi la fa rispettando le regole.
Per il quadro dei tuoi diritti leggi diritti contro il telemarketing; se hai appena firmato e vuoi tornare indietro, vedi contratto luce o gas non richiesto, come annullarlo.
Fonti
- ARERA, Contratti di fornitura non confermati: possibile ripristino veloce dello status quo contrattuale precedente
- ARERA, Sportello per il consumatore energia e ambiente
- ARERA, Atlante del consumatore: annullamento del contratto non richiesto
Domande frequenti
Cos'è la procedura di ripristino di ARERA?
È una procedura, volontaria per il cliente domestico, che ti riporta al fornitore precedente alle stesse condizioni economiche che avevi prima del cambio non richiesto. Si attiva dopo un reclamo per un contratto contestato con il nuovo venditore.
Quanto tempo ho per aderire al ripristino?
Devi comunicare al venditore la volontà di aderire entro 20 giorni dalla data della sua risposta motivata al tuo reclamo. Per questo conviene fare il reclamo per iscritto e conservare le date.
E se il venditore non risponde o respinge il reclamo?
Se respinge, deve dirti che il reclamo può essere trasmesso allo Sportello per il consumatore per le verifiche. Se non risponde affatto, puoi rivolgerti direttamente tu allo Sportello per il consumatore energia e ambiente.
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